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venerdì 30 dicembre 2011

A pagare? ...i soliti noti.

In questi mesi di crisi si è sentito dire più volte che noi italiani, per lunghi anni, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. E' per questo che il debito si è accumulato, ed è per questo che oggi ci ritroviamo al punto in cui siamo, praticamente col culo per terra.
Il fatto che lo dicano i francesi o i tedeschi mi può andare anche bene, in fin dei conti gli stiamo chiedendo di condividere i nostri debiti, di farsene, se non carico, almeno garanti, e quindi ci può stare. Ma, che a ripeterlo, ed anche in modo un po' offensivo e distaccato siano esponenti dell'attuale governo, mi sembra cosa un po' meno tollerabile ed ingiusta.
Se poi si considera che alcuni di lorsignori sono stati anche consiglieri, in passato, dei governanti succedutisi alla guida del Paese, beh, la cosa suona ancor più grave, visto che potrebbero essere stati gli (inconsapevoli?) artefici di scelte sbagliate.
Insomma, il punto qual'è? Chi è che ha vissuto davvero al di sopra delle proprie possibilità? Non certo gli italiani, intesi come popolo, da sempre considerati le formiche d'Europa, sono pochissimi infatti quelli che si sono indebitati per fare una vita al di sopra delle proprie possibilità.
In effetti, se si considera l'indebitamento delle famiglie, noi siamo tra i più virtuosi al mondo.
Certo, non saremo tra i più ricchi, ma di sicuro siamo anche molto lontani da i più indebitati. Questo significa che le nostre famiglie, con le dovute eccezioni, e ci mancherebbe altro, godono ancora di una discreta salute, che però, questa crisi sta mettendo a durissima prova.  
Allora chi è che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità se il cittadino non è?

Lo Stato. Si, lo Stato italiano.

Questa entità, di volta in volta governata e gestita da una classe politica quasi sempre incapace.
Lui è il vero colpevole di questa crisi, o meglio l'artefice dell'indebitamento che ci ha portato a questa crisi così mostruosa e che adesso, tutti, siamo chiamati a pagare.
Ma chi ha beneficiato davvero di questo indebitamento dello Stato?
Secondo me pochi, tra cui tutta la classe politica e dirigente italiana che poi, in effetti  è e forma "lo Stato" e i loro sodali.
Il patrimonio che doveva essere di tutti e che doveva servire ad un rilancio globale dell'economia dell'Italia è stato sprecato tra lauti stipendi, correlati di bende e prebende a tutti i boiardi di stato, auto blu, assunzioni fittizie, incarichi centuplicati a chi non meritava neanche una tazza di caffè, pensioni d'oro, mazzette, appalti truccati, opere iniziate e mai concluse e comunque sempre strapagate, tangenti, favori, consulenze esterne, interessi privati  e chi più ne ha più ne metta.
Una piccola parte di società che ha raccolto il massimo dalla sua posizione dominante facendo scorrere piccoli rivoli verso il basso senza che questi abbiano dato una svolta vera e significativa all'economia della nazione.
E' a loro che personalmente avrei fatto pagare i costi di questa crisi, politici in primis. Purtroppo cosi non sarà.
E' partendo dal presupposto, sbagliato, che tutti, chi più chi meno, abbiano beneficiato dei soldi del debito che il Prof. Monti, con aria un po' altezzosa e sprezzo per i più poveri, oggi chiede a tutti, grandi sacrifici.
Insomma, solo pensando che tutti, indistintamente,  abbiano vissuto sulle spalle del debito si può arrivare a chiedere, nella maniera in cui è stato fatto, di partecipare alle spese per il rientro.Questa è la sensazazione che ho ricevuto sentendo parlare il premier e vedendo il modo in cui ha distribuito i costi della manovra.
Se anche c'è stata una stretta sulle classi più abbienti sembra non si sia voluto affondare il bisturi più di tanto per paura che questi signori, alla fine, scappino dall'Italia portandosi via il bottino.
Corrotti e corruttori, arricchitisi con i soldi di tutti, come nella migliore tradizione italiana, saranno assolti dai loro peccati col versamento di un piccolo obolo, il resto sarà a carico dei soliti noti (al fisco) che da sempre tengono su il Paese.

venerdì 23 dicembre 2011

AUGURI AUGURI AUGURI AUGURI AUGURI

E DAI!!! E' L'UNICA COSA CHE CI RIMANE
DA POTER FARE GRATIS

SARA' PURE CHE NON C'E' MOLTO DA FESTEGGIARE
MA AUGURARSI CHE LE COSE MIGLIORINO
E' IL MINIMO CHE POSSIAMO FARE.

ANCHE LE PORCATE DELLA POLVERINI
RIESCONO A PASSARE IN SECONDO PIANO
PERCHE' ABBIAMO BISOGNO DI STACCARE LA SPINA
PER UN PO'.
NON SE NE PUO' PIU' DAVVERO
PER CUI BEN VENGA QUESTO NATALE
SE RIESCE A FARCI STARE, ANCHE SOLTANTO UN PO',
TRANQUILLI CON I NOSTRI CARI.

BUON NATALE A TUTTI 

domenica 18 dicembre 2011

E se li mandassimo tutti a quel paese?

Più aumentano le tasse, più cadiamo in recessione. Questa è l'unica certezza del momento.
Siamo come un cane che gira in tondo mordendosi la coda.
Più ci strizzano per far fronte ai debiti e  più coliamo a picco, più coliamo a picco e più sarà richiesto, in percentuale, a chi ancora dispone di qualcosa. Può essere la catastrofe totale.  Non essendoci più risorse da dedicare al consumo le aziende chiuderanno e senza le aziende non ci sarà più lavoro nè reddito. Un circuito vizioso che bisogna a tutti i costi interrompere.
La vera tragedia di questa crisi è che tutti i sacrifici che ci apprestiamo a fare altro non servono che a rassicurare chi ci ha prestato soldi, sul fatto che riavrà tutto ciò che deve e con tanto di interessi.
I nostri sacrifici, le nostre lacrime ed il nostro sangue, andranno solo a rimpinguare le casse, già grasse, di ricchi finanzieri che fanno la loro fortuna sulle disgrazie degli altri.
Peggio, queste disgrazie le provocano, per ottenerne profitti.
Per poter rimborsare loro, i grandi ricchi che governano il pianeta, siamo costretti quasi alla fame, a licenziare e a risparmiare su tutto, come se questa crisi la avessimo creata noi e non (sempre) loro con i (ancora) loro giochetti finanziari crollati alcuni anni fa.
E' da allora che il mondo non si riprende ancora.
E' da allora che stanno facendo pagare a noi i (sempre) loro errori.
E se invece li mandassimo tutti a quel paese?
Certo, perderemmo in credibilità e saremmo addidati come cattivi pagatori, ma se quei soldi li impiegassimo a sostenere il reddito delle persone, a sostenere le industrie, a promuovere nuovi posti di lavoro per i più giovani, non manderemmo certo sul lastrico migliaia di famiglie e tanto meno loro, i nostri creditori.
Non chiuderemmo decine di fabbriche mantenendo attivi posti di lavoro che creerebbero un nuovo giro virtuoso di crescita del paese con nuovi introiti per lo Stato che a quel punto avrebbe di nuovo i soldi per far fronte agli impegni presi.
Quello che voglio dire è che, invece di bloccare il Paese prosciugandolo di ogni risorsa e mandandolo in recessione, potremmo bloccare il pagamento dei debiti e degli interessi  per promuovere con quei soldi una rinascita economica in modo che tra qualche anno si possa tornare di nuovo in situazione di favorevole bilancio economico con beneficio di tutti.
In quest'ottica, la presenza al governo del prof. Monti, delle lacrime e del sangue, sarebbero meglio accettate e tollerate da una popolazione che è allo stremo e che, pure impegnandosi, non riesce a capire come e perchè si trova in questa situazione.
Venuta meno la favoletta del «Berlusconi padre di tutti i mali», vorremmo almeno la certezza che i sacrifici che faremo servano senza ombra di dubbio a riportare in su l'Italia, per noi e soprattutto per i nostri figli.

venerdì 16 dicembre 2011

Adorabili birbanti.

In che altro modo chiamereste questi bellissimi esemplari di Samoyed husky.
La tenerezza che infondono in giovane età è pari alla forza che hanno in età adulta.
Granitici animali da neve, sono perfettamente adattati a vivere a temperature di decine di gradi sotto lo zero, noi li adoramo per la loro bellezza e simpatia dimenticando spesso che sono il frutto di anni e anni  di evoluzione di una specie che ha vissuto e vive in territori quasi proibitivi al fianco di popolazioni (i Samoiedi appunto) che ogni giorno con loro, sfidano la sorte per sopravvivere. Godiamoci qualche loro foto e ricordiamo che senza il loro aiuto, quei popoli che li hanno adottati, avrebbero avuto ancora più problemi nella loro quotidiana lotta alla sopravvivenza.


Si potrebbe continuare all'infinito, ma credo che queste foto siano più che sufficienti a suffragare il titolo di 'adorabili birbanti'.

venerdì 9 dicembre 2011

Di equo in Italia c'è solo la morte, Totò lo capì tanto tempo fa.

Un omaggio al grandissimo Totò, incarnazione della saggezza popolare.
La sua " la livella" è tra le cose più significative che ci lasciò in eredità.
Buona visone a tutti.


giovedì 17 novembre 2011

Governo Monti: Soluzione "tecnica" a problemi "politici".

Il nuovo governo a guida Monti è sicuramente un'anomalia nel panorama storico italiano.
Forse mai l'Italia si era dotata di un esecutivo totalmente fatto di tecnici come questo.
In altre occasioni di crisi sono nati governi «di unità nazionale» infarciti di tecnici ma mai si era arrivato a tanto. Da qui il termine «governo tecnico», da molti visto come panacea di tutti i mali nazionali, dimenticandosi che questo governo comunque chiederà una fiducia tutta politica al Parlamento e al Senato in carica, formati da gente che tutto sono tranne che tecnici.

Il calcolo messo in piedi  dai partiti, chiamandosi fuori come se fossero scevri da colpe o connivenze, sembra essere tanto semplice quanto puerile e  bambinesco. La loro mancata presenza nell'esecutivo vuol far credere ai propri elettori che, non essendo essi stessi nel governo, NON saranno responsabili del suo operato, sorvolando sul fatto che a votare i provvedimenti saranno proprio loro e non qualcun'altro.

L'implosione della nostra politica si basa esclusivamente su basi economiche, quello che stiamo rischiando è il fallimento contabile dell'Italia.  L'enorme massa del debito pubblico accumulata negli anni, complice la mancata crescita dovuta alla crisi mondiale che stiamo attraversando, ha fatto si che il sistema Italia sia arrivato ad un passo dal collasso che si traduce nell'incapacità di onorare i nostri debiti, debiti che abbiamo contratto per nobili fini ma che alla fine hanno portato solo ad arricchimenti personali, ad opere mai completate, a sprechi inenarrabili serviti solo a tenere in piedi una macchina partitica e burocratica elefantiaca e sprecona.

Adesso, capiamo che siamo in un momento di crisi e che per salvare il Paese ci vuole l'apporto di tutti, ma non dobbiamo dimenticare che questi che abbiamo difronte a noi sono solo PROBLEMI POLITICI mai risolti a cui tentiamo oggi di dare una soluzione tramite i TECNICI.

Infatti, è solamente per pura POLITICA che riforme serie e strutturali delle pensioni (per esempio) non sono mai state fatte, come anche è strettamente POLITICO il rinvio di un'adeguata revisione del mondo del lavoro, dalle liberalizzazioni alla flessibilità od altri annosi mali che strangolano l'economia del Paese.
Non che poi questi temi non siano mai stati trattati anzi, certe leggi sono state fin troppe volte rimaneggiate, ma sempre seguendo una strada che cercasse di limitare i danni sotto l'aspetto dello scontento popolare e quindi  anche propagandistico ed elettorale. Insomma si è arrivati ad oggi perchè nessuno ha avuto mai il coraggio e la forza necessarie ad affondare il bisturi nella piaga sino ad estirpare completamente il male.

Mi chiedo come faranno oggi, gli stessi partiti con gli stessi uomini che sino a ieri osteggiavano il da farsi, a votare riforme impopolari che mai (e ne hanno dato prova sino a ieri) avrebbero fatto in vita loro.

Quello che, con un atto POLITICO a pura guida TECNICA si dovrà fare, altro non è che mettere in pratica quello che da anni anche il vituperato ex premier Berlusconi, ed altri prima di lui, dicevano di voler fare e che mai sono riusciti a fare . Bisognerà dare seguito all'accordo programmatico concordato con la UE e che gli ultimi attacchi economici all'Italia non hanno permesso all'esecutivo uscente di fare.

Quello che tutti dobbiamo sperare è che oggi, messi sotto pressione da forze esterne al Paese, anche dando mandato ai TECNICI, visto il fallimento dei POLITICI, riusciamo a trovare la forza ed il coraggio per seguire la strada che altri hanno già seguito prima di noi per creare le condizioni indispensabili per una crescita cospicua e duratura che ci alleggerisca di quel fardello (debito pubblico)  che pesa come un macigno sulle nostre spalle e che una volta ridotto potrà farci correre di nuovo verso una nuova era di benessere e prosperità.

lunedì 14 novembre 2011

L'assurdità della politica italiana.

L'assurdità della politica italiana sta nel fatto che, tutti sanno che abbiamo bisogno delle riforme richiesteci dalla comunità europea,  tutti sanno che queste riforme porteranno a lungo termine vantaggi generali per l'Italia, anche se all'inizio qualcuno o più di qualcuno patirà, ma tutti hanno paura che chi patirà non voterà più per lui ritenendolo responsabile del suo patire.
Il (misero) calcolo politico è presto fatto, calo dei consensi e perdita del potere, lo spettro peggiore per ogni coalizione.
Per questo, negli anni, nessuno è intervenuto in maniera incisiva in merito, tentando ognuno di trovare una strada tutta italiana alla soluzione dei problemi, una strada che potesse salvare 'capra e cavoli ' nella migliore tradizione nazionale.
Ma le vie 'italiane' di volta in volta intraprese non hanno dato i risultati sperati, tanto che oggi ci ritroviamo dove siamo, sull'orlo del baratro con un fardello di 1900 e rotti miliardi di euro di debiti e nessuno in grado di fare l'ultimo balzo verso la speranza di un futuro migliore.
Un bel guaio, non c'è che dire.
La cosa peggiore, e li c'è l'assurdo, è che, con la scusa di non voler la ' macelleria sociale ' ogni formazione ostacola l'altra quando questa si ripropone di cambiare le regole per non far prender  loro il merito di essere riusciti a cambiar le cose.
Immaginate una gara il cui traguardo sia al bordo di un burrone,  tutti che si sgambettano per arrivare primi solo che nessuno ci vuol mai arrivare perchè sa che poi cadrà nel fondo e potrà farsi male.
Non importa se nel lungo andare il sacrificio sarà ricompensato, si pensa all'oggi e alla poltrona da scaldare, nonchè al portafogli da ingrassare.
Questo è quello che succede in politica da noi, una lotta spietata e inconcludente che ci ha portato sull'orlo del baratro senza che nessuno ci sia caduto dentro assumendosi la responsabilità di fare ciò che andava fatto.
Monti lo farà per tutti, sperando di ridare dignità a questo Paese e certezze di solvenza a chi ha investito nel nostro debito.
Noi tutti, cittadini/partigiani, dovremmo guardarci in faccia ed essere tra noi solidali perchè le colpe dello sfacelo sono ripartite tra tutti gli schieramenti politici ed i distinguo o le piccole variazioni di percentuale nell'attribuzione delle colpe non servono a nessuno.
Se si continua su questa strada la rinascita del Paese sarà senz'altro più lunga e dolorosa, dovremo imparare a rispettarci e a non credere più di essere custodi di verità assolute che non hanno portato altro che rovine.

martedì 8 novembre 2011

Quest'oggi l'ho tradito e non me lo perdono.

Stamane, come al solito, Balù è venuto a svegliarmi scodinzolando felice.
Non immaginava che oggi la sua vita sarebbe cambiata... per la verità neanche io immaginavo che mi sarei sentito un verme dopo aver fatto quello che ho fatto.

NO, non l'ho abbandonato, per carità, Balù è parte della famiglia, è come un figlio per me e mia moglie e come un fratello per i nostri figli, specie per il giovane Marco di 11 anni.

L'ho fatto castrare. L'ho fatto, anzi, lo abbiamo fatto, per cercare di contenere la sua irruenza di giovane animale forte e sano, ma, proprio per questo, quasi incontenibile negli spazi di un appartamento in città ed anche nelle uscite giornaliere.

Troppe femminucce nei dintorni ed ogni uscita si trasformava in una lotta per tenerlo al passo. Lo abbiamo fatto perchè non si fa addestrare, tira e strattona e non si fa domare.  Lo abbiamo fatto nella speranza che si calmi un po'(ci è stato consigliato)perchè vogliamo tenerlo con noi e non lasciarlo mai.

Ho pianto. Ho pianto e mi sono vergognato vedendolo a casa ancora sotto sedativo che guaiva quasi silenzioso e mi fissava attonito come a dirmi: Cosa è successo, perchè sto così... cosè questo dolore?

Non so se lui capirà mai quello che è stato fatto oggi, ma io non potrò mai più scordare la tenerezza del suo volto, la timida smorfia di dolore che gli ha solcato il viso, lo sguardo mesto dei suoi occhi .

Ho provato e provo un grande vuoto in me, un senso di vergogna e di dolore perchè credo che oggi l'ho tradito e non me lo perdono.

Ma come solo un cane affezionato sa fare, lui mi ha perdonato ed una slinguata sul volto mi ha donato asciugando le mie lacrime di dolore.

domenica 6 novembre 2011

Berlusconi, fai una cosa da grande statista.

Se avesse la certezza di un crollo economico dell'Italia, scommetto che, Silvio Berlusconi lascerebbe il timone del Paese a quel manipolo di oppositori che invocano a gran voce  le sue dimissioni come panacea per tutti i mali di questa interminabile crisi internazionale (non scordiamoci mai di questa cosa), sicuro che non riuscirebbero neanche a mettersi d'accordo sul 'come fare' ancor prima del 'cosa fare'  per salvare il salvabile. Potrebbe in tal modo dare loro la colpa di aver interrotto il suo mandato in un momento di grave crisi e contro la volontà popolare, solo perchè ostinati nella personale lotta contro la sua persona e la smania di vederlo nel fango. Ma lui è un tipo ostinato e soprattutto crede (come anche io) che l'Italia ce la farà. Per questo 'non molla', vuole essere lui l'artefice della ripresa nazionale.
Che ci crediate o no l'Italia è ancora un Paese solvente, relativamente solido e con una popolazione abbiente. Naturalmente non voglio assolutamente dire che tutti stanno bene o che la crisi non c'è, no, assolutamente no, le famiglie sulla soglia della povertà sono aumentate a dismisura e quelle cadute in disgrazia sono sicuramente tante, ma, rapportati ad altri paesi europei anche di elevato prestigio, la ricchezza della popolazione forse non è seconda a nessuno. Oltre l'ottanta per cento delle famiglie italiane possiede almeno una casa, e questo è un fatto eccezionale che non si riscontra negli altri paesi.

Detto questo, più per dovere di cronaca e come mio punto di vista,  che per difesa dell'indifendibile, spero ardentemente che le circostanze facciano riflettere il nostro premier e lo conducano ad una saggia decisione che è quella di farsi da parte, facendo così almeno per una volta, una cosa da grande statista.

DIMETTITI!

mercoledì 26 ottobre 2011

Sono a lutto per il mio Paese.

Vorrei poter listare a lutto il sito per questo pensiero che andrò adesso in esso a depositare ma non so come fare, il sottofondo nero spero dia il senso del mio umore e di quello che sto provando.

Le notizie sconvolgenti che arrivano dalla Liguria e dalla Toscana per il mal tempo mi riempiono il cuore di malinconia, un senso di frustrazione mi pervade il corpo e l'impotenza mi lascia umanamente amareggiato. So che non posso farci niente, non ho le forze per lasciar casa ed andare a dare una mano e questo mi addolora e mi mortifica molto più delle risatine della Merkel e Sarkozy.
Vedere quelle immagini e cercare di capire nel profondo quello che stanno vivendo quelle popolazioni, sforzarsi di sentire sulla propria pelle il dolore, lo sconforto e la rabbia di quei nostri compaesani è un esperimento quanto mai doloroso e comunque indispensabile per avere almeno il senso delle cose terribili che stanno succedendo e che nessun telegiornale potrà mai trasmettere anche con tutta la durezza delle immagini. 
Solo immedesimandosi in quella grande tragedia potremo sentire, in misura seppur minima, il dolore che stanno sopportando quelle genti e renderci conto che la realtà, purtroppo, sarà senz'altro mille volte peggio della più fervida immaginazione.
Questo mi è capitato di fare oggi alla vista del tiggi, immergermi con l'immaginazione nei pensieri che percorrono le menti degli alluvionati per capire cosa stesse veramente succedendo nei loro cuori, e subito una fitta tremenda è arrivata al mio, un dolore mai provato prima, un dolore tanto profondo da toccarmi l'anima. Mi sono sentito inutile, svuotato, eppure per un attimo vicino e partecipe del dolore che in quei luoghi si stà patendo. Ho percepito davvero un profondo senso di lutto per il mio Paese.

domenica 16 ottobre 2011

Il peggio della gioventù

Le violenze  ahimè si ripetono precise e puntuali come sempre.
Ogni volta che una manifestazione pacifica, popolare e di massa tenta di far arrivare la propria voce alle orecchie e ai cuori dei nostri governanti ecco che entrano in azione loro, i black bloc, bande di facinorosi dediti al saccheggio ed alla guerriglia urbana, che approfittando della confusione danno sfogo ai loro istinti peggiori distruggendo i simboli del capitalismo assaltando banche e negozi, dando fuoco ad auto di lusso e prendendo di mira tutto ciò che è riconducibile al potere dello Stato, distogliendo in effetti l'attenzione dai problemi oggetto della contestazione popolare creandone altri, molto seri di ordine pubblico.   Questa contestazione estrema che sfoga in guerriglia con azioni potenzialmente mortali, ha il solo scopo di sfidare le forze dell'ordine che rappresentano lo Stato ed esaltare il proprio IO facendoli godere di una soddisfazione che difficilmente riuscirebbero a provare nella loro vita normale. Questo stato di cose si ripete da sempre in concomitanza con grandi eventi che raccolgono centinaia di migliaia di partecipanti pressocchè non organizzati ma riuniti insieme da un unico moto di protesta , il tutto perchè nella massa è più facile nascondersi, mescolarsi e non dare nell'occhio.
Nella massa è anche più facile trovare copertura e complicità sfruttando un certo senso di appartenenza alla stessa causa.
Dalla massa si può trarre  in fine quell'esaltazione necessaria per sfidare ciò che normalmente si teme.

In tutto questo tra chi ci va di mezzo e lascia suol campo le perdite maggiori trovo in primis la democrazia, offesa e oltraggiata dagli scontri che ne conseguono, seguita dai manifestanti deufraudati del loro legittimo diritto ad una pacifica protesta,  la Forza Pubblica, obbligata a combattere battaglie che non vorrebbero mai fare ma tirate dentro per il loro ruolo istituzionale, la città e i cittadini in cui le manifestazioni si svolgono, la prima devastata ed incendiata, i secondi minacciati,  impauriti e succubi delle folli violenze perpetrate.

Se ci fosse scappato il morto una parte sicuramente ne avrebbe fatto un martire a cui dedicare semmai il prossimo assalto, il prossimo blindato bruciato, e l'altra lo avrebbe bollato come un incallito delinquente, si sarebbe ripetuto il meccanismo che ha portato a fare della morte dello sfortunato Carlo Giuliani un simbolo positivo per alcuni, mentre 'il peggio della gioventù' per altri.

mercoledì 24 agosto 2011

Città del Vaticano, una democratica monarchia assoluta.

Mi sono soffermato un attimo a riflettere sullo Stato/Città del Vaticano, sulla sua forma costituzionale e sono arrivato a convincermi che....

Spesso, se vogliamo anche troppo spesso,  si sente indicare in via dispregiativa il Vaticano come una monarchia assoluta retta da un re (il Papa) che spadroneggia facendo il proprio comodo a suo piacimento imponendo i suoi dettami su tutta la popolazione cattolica del pianeta. La cosa ai più suona strana perchè i più guardano al Vaticano con occhi diversi rispetto a questi signori che giudicano la conduzione di uno stato sovrano straniero, criticandolo.
 
Taluni guardano al Vaticano con occhi pieni di fede, altri con diffidenza, altri ancora con disinteresse ma sempre e comunque vedono la parte esteriore, quella religiosa che traspare da questo Stato/Istituzione/Religione senza guardare la sua struttura interna che in effetti è una specie di monarchia feudale dove tutto risale piano piano di gerarchia in gerarchia sino al capo supremo che è il Santo Padre. Il Vaticano in effetti è una monarchia assoluta.

Il fatto è che chi riesce a vedere questo, lo vede in termini dispregiativi, nel senso che accusa il Vaticano di essere una teocrazia retta da un capo assoluto e per questo privo di democrazia. Come può, si chiedono, uno Stato totalitarista dare consigli di libertà e democrazia ad altri stati o a popolazioni intere? Come può una religione che impone i propri dettami parlare di democrazia se al suo interno democrazia non c'è?

Beh, a parer mio la risposta è abbastanza semplice, il Vaticano può dare lezioni di democrazia perchè ha in se un paradosso, è vero che è una monarchia assoluta ma è anche vero che è uno stato democratico visto che la successione al potere non avviene per discendenza ma è demandata ad una scelta democratica per votazione tra un numero di persone che ha raggiunto i requisiti per diventare Papa. Come se i colonnelli di un esercito si scegliessero il proprio Generale Comandante per votazione.
Se vogliamo possiamo dire che i sudditi del Vaticano, o meglio la classe clericale dirigente (in questo caso i Vescovi) con diritto di voto,  scelgono da chi farsi comandare,  scelgono da chi farsi imporre il suo volere.
Come al solito, ed in questo caso più del solito visto che le due cose coincidono, bisogna separare lo Stato Vaticano dalla Chiesa che sono e restano due conduzioni separate.

Alla fine credo si possa dire che il Vaticano è una Democratica Monarchia Assoluta.

mercoledì 17 agosto 2011

Search and rescue (SAR) ...i nostri angeli custodi.

Oltre ai barconi che ormai continuano ad arrivare copiosi sulle nostre coste stracolmi di profughi bisognosi di aiuto, sono di questi giorni alcune notizie di uomini morti in mare per incidenti tra natanti, rimanendo affogati o dilaniati dalle eliche dei motori. Gente che dopo un anno di duro lavoro era intenta a godersi qualche giorno di vacanza funestato però da terribili incidenti che hanno messo fine alla loro vita. Purtroppo anche in questi casi l'inesperienza, il menefreghismo, la troppa sicurezza, la stanchezza ed anche l'alcool e le droghe hanno fatto da input a queste catastrofi che il più delle volte sono perfettamente evitabili semplicemente con  il buon senso e l'attenzione. In quetsi casi gli uomini del S.A.R. (Ricerca e soccorso) della Capitaneria di Porto e del 15° Stormo della'Aereonautica Militare coadiuvati da varie organizzazioni di volontari. oltre alle consuete forze di sicurezza come Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco intervengono per portare soccorso agli sfortunati di turno.
A questi uomini deve andare il nostro plauso ed il nostro riconoscimento perchè essi mettono la loro vita al servizio della nostra tirandoci fuori dai guai e portandoci soccorso anche in condizioni estreme diventando così i nostri angeli custodi.
Questo piccolo post vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che operano per la nostra sicurezza e che in tanti casi sono morti per noi. GRAZIE.








domenica 14 agosto 2011

WARNING: CONTAMINATED AREA




Queste le foto di alcuni mezzi che furono usati per ripulire l'area di Chernobyl dopo il disastro nucleare e che giacciono a circa 25 Km di distanza dalla centrale in una zona contaminata.
Nessuno sa cosa farne e decontaminarli costerebbe troppo per cui rimangono abbandonati a se stessi testimoni silenziosi di quello che fu il disastro nucleare più grande che la storia ricordi.

domenica 19 giugno 2011

Fantapolitica da spiaggia contro la secessione.

Beh, tutto è iniziato stamattina, al mare.
Me ne stavo tranquillo tutto solo a rimuginare su quella stravagante richiesta di Bossi ed ho pensato che SI il piano a lunghissimo termine della Lega va avanti, la richiesta dello spostamento di 4 ministeri al nord ne è la prova secondo me.
Che piaccia o no, io credo che la Lega vuole la divisione del Paese ed è disposta  ad aspettare anni lavorando dall'interno delle istituzioni affinchè ciò avvenga.
Il federalismo è soltanto un primo passo verso la piena autonomia del nord se si dovessero verificare le condizioni giuste per attuare tale progetto senza arrivare ad una guerra civile.

Questo è il pregiudizio che ho nei confronti della Lega, io credo che loro veramente vogliono, condizioni permettendo, la divisione del Paese, ed è da qui  che  parte il mio ragionamento.

Io penso che in cuor loro, o meglio, nel cervello di Bossi e dei suoi più stretti collaboratori,questa cosa della Padania sia il faro che indica la rotta a tutti i loro comportamenti politici. Cosa caspita c'entra se no lo spostamento di 4 ministeri al nord in un periodo di crisi dove si deve pensare solo a risparmiare e non a creare altri carrozzoni pagati con le tasse dei cittadini se non a preparare la strada ad una eventuale follia del genere.

L'unica risposta sensata che sono riuscito a darmi è che Bossi, che tiene per le palle il Cavaliere, sta cercando di trarre vantaggio da questa situazione per il suo piano diabolico,  insomma si sta portando avanti con il lavoro in modo che un giorno il trapasso sia il meno traumatico possibile.

Se le cose stanno così, e nessuno può giurare che così non siano, il Cavaliere dispone oggi di una formidabile arma per cercare di risalire la china: fermare Bossi ed il suo piano blasfemo. Potrebbe passare la mano a qualcuno dei suoi, scaricare Bossi ed accordarsi con l'opposizione, che dovrebbe starci se non altro per le spinte che ogni giorno il Presidente Napolitano dà ai due schieramente affinchè trovino una posizione comune sulle riforme , per formare un governo che faccia queste benedette riforme, sistemi la situazione e prepari il Paese al voto politico in cui potrà ancora presentarsi rinvigorito per esser stato il baluardo dell' unità della nazione proprio nel suo 150esimo compleanno.  Meglio di così!!!

Certo questa è fanta politica partorita dalla mente di uno che ha tempo da perdere, e non è che poi rivedere candidato Berlusconi mi alletti proprio tanto, preferirei vederlo intento a scagionarsi dalle mille accuse a suo carico, ma è pur sempre uno scenario politico possibile, che potrebbe presentarsi e se ben realizzato darebbe ancora fiato a questo vecchio signore che negli ultimi due decenni ha segnato, non sempre positivamente, la vita politica di questo Paese. Con buona pace di chi lo da per morto.

lunedì 13 giugno 2011

Onore a Di Pietro.

La tornata referendaria è appena andata, ...circa il 57% degli aventi diritto è andato a votare, ...di questi il 95% ha votato SI, ...i 4 quesiti che chiedevano l'abrogazione di alcune leggi o parti di esse sono passati,  ...erano 16 anni che un referendum non raggiungeva il quorum in Italia e già tutti sono pronti col cappello in mano per metterlo sulla vittoria ascrivendola così alla loro parte.

La Bindi in tivvù si è spinta sino ad ipotizzare le dimissioni del governo e quindi elezioni anticipate, per arrivare ad un governo Bersani, che da buon padre di famiglia, tenga conto degli sforzi compiuti da tutti e trovi la quadra ad una coalizione che ancora non esiste e non è detto che si metta in piedi per poter governare il Paese.

L'unico che si è astenuto dal voler asrcivere meriti al suo operato è stato colui che forse di meriti ne ha davvero, tale Antonio Di Pietro, magistrato/contadino, laureato/ignorante che ha dato il la, quasi in solitario, alla giostra referendaria oggi vittoriosa a cui tutti vogliono apporre la propria firma. Egli ha dato il giusto valore alla gente che ha votato, veri vincitori del match, ed il giusto peso alla votazione.

Non un referendum contro il Cavaliere, non un referendum pro Di Pietro ma solamente una libera e democratica espressione della sovranità popolare di cui tutti, governo in primis, dovranno tenere conto.

Il più estremista, il più esagitato, il più acerrimo nemico del governo, ha saputo dare prova di una moderazione e di una genuina democraticità sino ad ora insospettata.

Onore a Di Pietro, ...quanno ce vò, ce vò!!!

venerdì 3 giugno 2011

Spamma tu che spammo anch'io, la guerra della pubblicità.

La pubblicità è l'anima del commercio. Questa regola semplice ed elementare la conosciamo di sicuro tutti e tutti sappiamo che la pubblicità per essere vista ha bisogno di un mezzo che la veicoli. Questi mezzi normalmente sono a pagamento ed in alcuni casi richiedono anche un notevole esborso in danaro. Che esso sia radiofonico, televisivo, internettiano, a mezzo stampa od un semplice cartellone stradale poco importa, o meglio, molto importa a seconda dei limiti di spesa che ci siamo imposti, di cosa stiamo pubblicizzando ed il target di consumatori che vogliamo raggiungere ma soprattutto quello che più importa è che la nostra pubblicità sia bene in vista in un luogo di passaggio, molto frequentato,  ed abbastanza originale da attrarre l'attenzione della gente.
Più centrale e frequentato sarà il viale, o più visto e seguito il programma televisivo o radiofonico o visitato il sito web che la ospita, tanto più la nostra pubblicità potrà farci avere un ritorno economico adeguato alla spesa sostenuta per realizzarla.

Detto questo va da se che per vendere la propria mercanzia bisogna metterla in mostra, ed è qui che subentra l'aggregatore OkNotizie, una vetrina nata per mettere insieme NOTIZIE ed altre RISORSE reperite sul web per renderle rintracciabili in un unico contenitore dove gli utenti/visitatori  possono votarle e decretarne così la loro permanenza in HOME e quindi la loro VISIBILITA' ed oggi usato invece per vendere pubblicità o meglio 'spazi pubblicitari '.

Quello che succede su questo nostro beneamato social (social in quanto ti permette di fare dei commenti ed interagire con gli altri utenti) è proprio questo, c'è un abuso di questo mezzo per proporre la vendita, di prodotti per le più svariate necessità, insomma del vero e proprio SPAM pubblicitario a livello di e-commerce che intasa server e home e genera a sua volta altro SPAM, questa volta degli utenti che postano a ripetizione NOTIZIE (o presunte tali) con la speranza che prima o poi un loro post possa rimanere in home all'attenzione degli utenti.

Perchè ho detto 'presunte tali'. L'ho detto perchè molte non sono notizie ma scritti di poche righe (a volte anche tante righe) pubblicati su BLOG diventati contenitori infarciti di pubblicità (annunci AdSense) dove a volte è anche difficile trovare la notiziola scritta.Pubblicità che in questo caso è ammessa perchè non diretta ma realizzata come un qualsiasi messaggio pubblicitario stampato su di un giornale. Per meglio capirci dirò che postare un articolo per pubblicizzare il prodotto 'tal dei tali' non si può, ma, se posto un articoletto di qual si voglia fattura, nessuno vieta che al suo fianco appaia  un riquadro pubblicitario col prodotto 'tal dei tali' in bella mostra.


Molte sono state le proposte fatte dagli utilizzatori del sito per porre rimedio a questo stato di cose che irrita un po' tutti,  blogghettari con accaunt AdSense che sono contro gli spammatori di e-commerce, e i semplici utenti che sono contro entrambi, anche io a suo tempo proposi qualcosa, ma sino ad ora non si è arrivato a capo di nulla, vuoi perchè alcune proposte sono troppo complicate da realizzare, vuoi perchè altre darebbero troppo potere ai Power User (utenti particolari in possesso già di poteri da moderatori), vuoi perchè in ogni proposta si cerca di tirare l'acqua al proprio mulino, vuoi perchè corrodono le posizioni dominanti acquisite da alcuni o semplicemente perchè alla proprietà del sito va bene così, insomma, fatto sta che si vedono proliferare un mare di NICK di fantasia che a tutte le ore del giorno e della notte postano proposte commerciali raccogliendo pure qualche voto e restando visibili in HOME anche per diverso tempo togliendo spazio a NOTIZIE ed ARGOMENTI di più generale interesse e senza fine di lucro.

Alla fine è una guerra a colpi di SPAM.

giovedì 2 giugno 2011

Frecce Tricolori : Godiamoci un po' questi ragazzi che il mondo ci invidia.

Più di tante parole a parlar per loro ci sono i fatti, ed in questo caso le foto, che ho raccolto sul web tra quelle che ho reputato più indicative dello spessore di questi giovani avieri che tutti ci invidiano. Godiamoci per una volta almeno, quello che di eccellente abbiamo senza piangerci sempre addosso consci che siamo una Grande Nazione che ha dato molto ed ancor molto darà al resto del mondo. Viva l' Italia e viva le sue Frecce Tricolori.

lunedì 30 maggio 2011

Congratulation !

Congratulazioni per ora, ...tra qualche anno vedremo se tributarvi qualcosa di più o se sarete spazzati via per incapacità.
 Ad ogni modo spero, specie per Napoli, che la nuova amministrazione cancelli lo schifo lasciato da Bassolino & Co.

                                                         Good Luck!

giovedì 26 maggio 2011

Stanlio e la Moratti, somiglianze speciali.

Non credo ci sia bisogno di nessun commento, la somiglianza tra i due è impressionante....

Sicuri che il compianto Stan Laurel non sia mai passato da Milano spargendo un po' di liquido seminale?

Naturalmente scherzo, ma potrebbero benissimo essere imparentati... chi oserebbe dire di no?

sabato 16 aprile 2011

Vittorio Arrigoni detto Vik, l'ennesima vittima dell' Islam.

Non conoscevo Vittorio Arrigoni, ho appreso della sua esistenza paradossalmente con la sua morte, prima rapito e subito dopo giustiziato. Una fine orribile per un ragazzo che amava la vita, cosi come apprendo da chi lo conosceva e lo stimava e dai vari articoli che ne descrivono le gesta, e che dedicava la sua agli altri.
Come uomo Arrigoni aveva sposato la causa palestinese ed era vicino ad Hamas, ai mie occhi gente non particolarmente raccomandabile, per alcuni addirittura solo terroristi, per altri invece i paladini della Palestina ed il baluardo contro l'oppressore Israele.
Ci si sarebbe aspettato che ad uccidere Vittorio fossero stati gli israeliani per la sua vicinanza ad Hamas, invece no, Israele non c'entra niente.

Ad uccidere colui che amava il popolo palestinese, giocava con i suoi figli, gli istruiva, li nutriva, donava loro qualche momento di serenità, qualche sprazzo di normalità, strappandogli un sorriso e regalando una speranza sono stati altri palestinesi, i duri e puri, ancor più di quanto già non sia il gruppo di Hamas, i salafiti.
Coloro che interpretano l'Islam alla lettera e che ritengono Hamas, per l'Occidente integralisti e terroristi, solo delle pappemolli riformiste e fuori dai dettami islamici. C'è da dire: che dio ci scampi da questi esseri.

In effetti, per i suoi fondamenti ideologici, Hamas è decisamente distante dall’interpretazione salafita, letteralista dell’islam. La sua nascita all’interno della Fratellanza Musulmana lo qualifica, al contrario, come un movimento riformatore, che rompe con una lettura tradizionale dell’islam e ne propone una che mette insieme credo religioso e politica, adesione a una visione convinta della fede con l’impegno nella società e nella rappresentanza politica. Hamas interpreta se stessa come una parte dell’islam moderato. E simile considerazione dello Harakat al Muqawwama al Islamiyya hanno i movimenti salafiti, per i quali Hamas, come parte della Fratellanza Musulmana, ha derogato dalla retta via, quella di una interpretazione letteralista ed estremamente restrittiva dell’islam.

Insomma per intenderci una guerra tutta interna all'islam per la sua interpretazione, fratelli musulmani contro fratelli musulmani.

Per questo è morto Vittorio Arrigoni, l'ennesima vittima sacrificale sull'altare dell' Islam.

mercoledì 16 marzo 2011

Genti italiane, fratelli d' Italia... AUGURI

Non starò qui a fare la cronistoria dell'unificazione dell' Italia, della nostra amata Patria che per vecchi e ormai lontani motivi ci vergognamo di chiamare tale, ma voglio solo onorare tutti i popoli che l'hanno creata, che la abitano e che l'hanno resa grande.

Per cui i miei auguri più sentiti vanno a tutti.

Ai maremmani, ai lunigiani, ai galluresi, ai brianzoli, agli irpini, ai sabini, ai cilentesi e ai canavesi.

Ai ciociari, ai garfagnesi, ai carnici, agli aspromontini, ai murgesi, ai polesinesi, agli abitanti della trinacria, del triveneto e della capitanata.

Un augurio insomma a tutti, anche ai padani che non si sentono italiani ma che hanno combattuto per fare un paese unito.

Genti d' Italia, fratelli d' Italia, auguri a tutti noi
e al nostro Bel Paese vanto e lustro del mondo intero.



le mie scuse alle aree italiane non menzionate e a quelle che hanno visto storpiato il loro nome
spero che l'intento sia comunque stato capito.

martedì 15 marzo 2011

Nucleare? Se il diavolo non ci mette lo zampino....

Certo è che questa volta sarà proprio dura per le ragioni del «si»  riuscire a passare e farsi strada nelle coscienze delle persone tanto da farle ricredere sulla fattibilità di un nuovo progetto nucleare in Italia.

Credo che, al di la delle opinioni di facciata, anche i più accaniti sostenitori del «si» si stiano chiedendo se davvero conviene rischiare tanto per ottenere dei benefici che, se pur ci sono, arriveranno tra non meno di 10-15 anni visti i lunghi tempi di realizzazione di una centrale nucleare.

L'incidente in Giappone di cui ancora non sappiamo valutare danni e conseguenze ha inferto un colpo mortale a questa tecnologia che pure ha dei grandi pregi e che da decenni dà il suo contributo alla sete di energia di tutto il pianeta.
Purtroppo anche un contributo in morti e distruzione.

I danni provocati dal nucleare evocano in noi visioni catastrofiche che vanno dalle bombe su Hiroshima alla desolazione del post Chernobyl,  e quindi hanno un impatto emotivo grandissimo, infatti, da quando il terremoto prima e lo tsunami dopo hanno sconvolto il Giappone, tutto il mondo è incollato davanti alle tivvù per avere notizie minuto per minuto sulla centrale di Fukushima danneggiata tanto profondamente da aver provocato già alcune esplosioni e contaminato l'area circostante.

Eppure sino a pochi giorni fa nessuno si sarebbe aspettato niente di tutto questo, solo un evento catastrofico come quello accaduto l' 11 Marzo scorso ha messo in risalto i limiti che una struttura , anche se realizzata con le più avanzate tecnologie antisismiche, ha nei confronti della potenza della natura. I manufatti hanno retto al sisma, ma hanno dovuto cedere alla forza delle acque, una forza tanto ditruttiva da surclassare il terremoto stesso.

Adesso alla domanda che è sempre la stessa - ma il nucleare è sicuro? - la risposta non può che essere sempre la stessa - SI - a patto però che il diavolo non ci metta lo zampino.

I mali che portarono all'esplosione della centrale di Chernobyl sono stati tutti curati, molto difficilmente si potrà ripresentare una situazione di quel genere, tutto quello che l'esperienza maturata negli anni ha reso prevedibile è stato previsto, valutato e tenuto in debito conto nella progettazione dei nuovi impianti, poco è stato lasciato al caso, forse solo lo Tsunami.

Per cui questo incidente farà, senza ombra di dubbio, modificare i parametri di progettazione delle nuove centrali per far si che siano sempre più sicure ed indipendenti, sia dall'azione dell'uomo e, per quanto possibile, anche dalle bizzarrie della terra, ma l'imponderabile avrà sempre un suo ruolo e penderà, come la spada di Damocle, sulle nostre teste e sulle centrali qualsiasi sia il grado di sicurezza raggiunto.

Questo significa che il dibattito sull'uso dell'energia nucleare non avrà mai fine ed ognuno potrà vantare argomentazioni alle proprie tesi senza che veramente ne possa prevalere una in modo univoco e definitivo. La costruzione di nuove centrali nucleari sono un atto di fede - nelle nuove tecnologie per realizzarle - , di coraggio - per la sfida che comunque la loro realizzazione comporta -  e di speranza - dopo tutto sono centinaia le centrali che non hanno mai dato il seppur minimo fastidio svolgendo il loro lavoro in modo infaticabile da decenni -  la speranza è proprio quella che il diavolo non ci metta lo zampino.

lunedì 28 febbraio 2011

Mare Nostrum: cosa fare per continuare a chiamarlo così.


Le sommosse popolari avvenute nel Nord Africa nostro dirimpettaio e nella fattispecie in quei paesi le cui relazioni con l’Italia sono molto forti e consolidate, caduti a cascata come tessere di un  domino al primo soffio di vento rivoluzionario che li ha investiti, ci devono far riflettere seriamente sul ruolo che abbiamo nel Mediterraneo e su quello che potremmo avere laddove fossimo capaci di intervenire con più incisività sugli eventi che stanno interessando i paesi affacciati su di esso..

Credo che se vogliamo ancora continuare a chiamare il Mediterraneo, con quella locuzione forgiata secoli addietro dai nostri avi, ‘Mare Nostrum’, dovremmo adottare delle politiche estere di più proficua collaborazione con quei paesi con cui siamo storicamente legati e cercare in essi il dialogo con quei personaggi che, lavorando dall’ interno,  aspirano al rinnovamento civile e democratico dei propri paesi per avvicinarli al modo occidentale di concepire libertà e democrazia .
Altresì credo che dovremmo rafforzare la nostra forza militare marittima rendendola altamente efficiente e potenzialmente credibile, pronta ad intervenire in qualsiasi contesto in modo che possa  proiettare la nostra  volontà al di fuori dei confini nazionali. In tal senso credo che già la nostra politica si stia muovendo con la costruzione di nuove unità navali di un certo prestigio come la Cavour, prima vera portaerei italiana.

Aiutando queste eventuali forze ad emergere ed a contare di più nei rispettivi paesi, oltre ad aiutare intere popolazioni a liberarsi dal giogo di governanti cinici e spietati, aiuteremo senz’altro anche noi stessi a proteggere i grandi interessi che abbiamo al di fuori dei nostri confini nazionali e dislocati  proprio in quei paesi che come noi si affacciano sul mediterraneo, primo fra tutti la Libia dalla quale ci riforniamo abbondantemente per le nostre necessità energetiche.
In altre parole auspico che l’Italia si riappropri di quel ruolo di potenza regionale  che le spetta e diventi un punto di riferimento autorevole,  giusto ed ascoltato, se non temuto, all’interno del bacino mediterraneo.

Per fare ciò oltre a rinnovare l’attuale classe dirigente nazionale, dovremmo rinnovare tutta la politica italiana moralizzandola e ripulendola dal lerciume accumulato negli ultimi vent’anni e preparare una nuova classe di politici, giovani e preparati, liberi e coraggiosi, consci delle sfide future che attendono il nostro paese.

Cosa succederebbe se, per esempio in Libia, oggi qualcuno decidesse di chiudere i rubinetti di gas e petrolio diretti in Italia ponendo in essere un ricatto al nostro paese? Saremmo in grado di intervenire politicamente o, in extremis, militarmente,  per porre fine ad un atteggiamento del genere che provocherebbe seri danni a tutta l’economia nazionale e continentale?

Certo sto ipotizzando  una situazione estrema che però gli eventi di questi giorni fanno apparire come non troppo improbabile o fantasiosa, siamo attrezzati come Italia o come Europa a fronteggiare situazioni del genere?

Per questi motivi credo che un paese come il nostro con interessi nazionali importanti e baluardo anche di interessi occidentali nella zona mediterranea,  debba dotarsi di strumenti politici e militari seri, di pressione e dissuasione, efficaci e robusti, che facciano da deterrente a possibili scenari di questo tipo.
Non un’ Italia bulla e spaccona  o  neo-colonialista , ma un paese che all’occorrenza possa e sappia mostrare i muscoli in questo mondo ancora imperfetto dove nell’eterno gioco del ‘bastone e la carota’ il bastone ha ancora un suo motivo di esistere.

venerdì 25 febbraio 2011

Chi dopo Gheddafi?


Continuano gli scontri in Libia, Gheddafi è sempre nel suo bunker a comandare la controffensiva verso i rivoltosi ma le notizie che ci giungono dal campo sono troppo poche e troppo frammentate per avere un quadro preciso della situazione.
Dov’è il grosso dell’esercito libico, perché non è stato utilizzato?
Ci sono testimonianze che sconfessano il bombardamento delle città da parte dei caccia libici ma che confermano il mitragliamento dall’alto dei manifestanti con gli elicotteri d’assalto.
Sembra anche che la Cirenaica sia caduta in mano agli insorti e che questi abbiano proclamato un ”Emirato Islamico della Libia dell’est”. 
Ciò farebbe pensare che la sommossa da quelle parti non sia stata tanto frutto della spontaneità della popolazione ma controllata da gruppi islamici ben addestrati che hanno assaltato le caserme rifornendosi così di mezzi e munizioni.
E’ di oggi, tra le altre, la notizia che vedrebbe uno dei figli di Gheddafi  alla testa degli insorti.
Insomma al momento nulla è certo in quel paese, molte notizie giunte per via della tv satellitare araba 
Al Jazeera non sono confermabili o sono addirittura false, altre sono invece sottostimate, insomma nel paese regna il caos e questa sembra sia l’unica vera certezza al momento.
La Libia  è un paese allo sbando, ricordiamoci che non possiede  l’autosufficienza  né alimentare  né idrica  ed un suo totale collasso porterebbe alla fame la popolazione che potrebbe davvero riversarsi sulle coste occidentali senza nessun controllo.
Aiuti umanitari internazionali da attivare celermente in loco sarebbero più che auspicabili da tutti.
Non esiste, che si sappia, nessun personaggio politico credibile che possa prendere il posto del colonnello al momento e questa è la preoccupazione maggiore dell’intera comunità internazionale.
Chi dopo Gheddafi? Onestamente nessuno lo sa.
Purtroppo questa della Libia è una partita ancora tutta da giocare.

mercoledì 23 febbraio 2011

Se diecimila morti posson bastare.....


Non esistono parole per raccontare lo sgomento che mi è preso appena ho sentito che i morti in Libia sono arrivati in un lampo a quota 10.000.
Non che a quota mille fossi felice e contento ma dico,  diecimila , vi rendete conto,  diecimila anime di povera gente che non han fatto altro che chiedere un po’ più di libertà a colui che in tanti chiamano il ‘ Padre della Libia ‘, ma che si è dimostrato un despota ignobile e sanguinario.
  
Colui con il quale, oggi, dobbiamo vergognarci di aver fatto affari ed averlo tenuto ospite sul nostro territorio gratificandolo in modo grottesco e teatrale, assecondandolo in ogni sua richiesta giusto per  incrementare e salvaguardare i nostri patri interessi.

Che il colonnello Muammar Gheddafi non fosse uno stinco di santo questo lo sapevamo ormai da tempo , la sua storia è costellata da migliaia di episodi oscuri tanto da averlo relegato per anni ai margini della società civile, poi improvvisa la svolta che ne decretò il rientro nei ‘salotti buoni’ dei paesi che contano. Ancora una volta potenza del petrolio e degli affari.

Ma che fosse capace di massacrare i ‘propri figli’ con truppe mercenarie in modo così orribile e sfacciato fregandosene del mondo intero, anzi sotto i suoi occhi attoniti, lo scopriamo soltanto adesso e nel  peggiore dei modi  possibile.

Spero che il nostro governo prenda con forza ed in modo netto e preciso le distanze da questo folle  criminale,  anche a costo di mettere a rischio i nostri interessi in quel paese,  perché non si può rischiare neanche per un momento che a qualcuno possa passare per la testa che l’ Italia, il suo popolo ed il suo governo possano in qualsiasi maniera avallare un simile comportamento per meri interessi economici od altro.

E’ proprio il caso di dire più appropriatamente in questo caso, come si è sentito per le strade e sui blog italiani riferito alle proteste contro Berlusconi, se non adesso,quando!!!

martedì 22 febbraio 2011

Scoop eccezionale!!! La Libia è stata invasa per mettere fine ai massacri.


Alle ore 03:55 zulu della notte appena trascorsa, forze da sbarco del contingente militare paneuropeo mobilitatosi per porre fine ai massacri in Libia ha messo piede su territorio africano dopo un breve cannoneggiamento delle fortificazioni a terra della difesa libica.
Parte dell’esercito libico ammutinatosi al potere del Colonnello Gheddafi ha favorito lo sbarco di circa 100mila uomini provenienti da oltre 50 paesi del mondo nel più assoluto silenzio stampa mai registrato in tempi moderni. Circa 100 le navi coinvolte nell’operazione denominata “Freedom now” che con i favori di una tecnologia sconosciuta che ha permesso di oscurare i satelliti e le comunicazioni militari secondarie ha dato la possibilità di riunire una così potente flotta in brevissimo tempo senza creare allarmismi nella zona e portare a termine con successo questa complicata operazione militare.
Il Colonnello Muammar Gheddafi è stato preso in consegna da un drappello di militari alle 07:32 Z e scortato in un luogo sicuro per poi essere trasferito si pensa in Germania dove subirà un processo per crimini contro l’umanità. Stessa sorte è toccata ai suoi più stretti collaboratori trovati insieme al Rais, altri sono attivamente ricercati, tra cui il premier italiano Silvio Berlusconi che sembra abbia dato il consenso alla brutale repressione per salvaguardare alcuni investimenti privati nel paese libico.
Queste scarne ma interessantissime informazioni che nessun’altro al mondo ha sono state ottenute tramite l’intercettazione del telefonino della moglie (fedigrafa) del comandante italiano della missione che si scambiava qualche confidenza col suo amante.”mio marito è andato a salvare la Libia, sono sola, che fai.. vieni? “
Al momento non si sa altro, ma sembra che la calma stia tornando lentamente a Tripoli e Bengasi dove i militari hanno socializzato con la popolazione rassicurandoli sulla loro presenza come amici del popolo e non come oppressori.


Liberamente sognato questa notte dopo una indigestione di peperoni ripieni di tonno, cipolla e capperi.

lunedì 21 febbraio 2011

Guardare al di la del proprio naso.


Quello che sta succedendo in Libia ed in tutto il Nord Africa è la parte finale di sommovimenti che si sono sviluppati in quei paesi da decine di anni e che sono stati tenuti sotto controllo da regimi dispotici che hanno nel tempo mietuto vittime per conservare il potere e garantire la loro stessa sopravvivenza. Non  solo la loro però,  anche per certi versi la nostra, arginando tra l’altro il fenomeno del fondamentalismo islamico che in quelle terre avrebbe preso velocemente piede se non fosse stato tenuto a bada. Per questo motivo quei governi sono stati tollerati ed anche foraggiati da tutto il mondo occidentale. Oggi questi movimenti, cresciuti anche grazie alle nuove tecnologie – leggi internet e tv - stanno avendo la forza di venire alla luce spinti non solo dalla fame, quella vera che viene dalle pance vuote di intere popolazioni, ma dal desiderio di ottenere maggiori diritti e condizioni di vita migliori come quelle che esistono nei paesi più evoluti di cui quei popoli hanno preso coscienza  proprio grazie all’avvento dell’informazione globalizzata. Situazioni di rivolta che tutto l’occidente saluta con favore ed anche un pizzico di apprensione visto che non si sa  bene come andranno a finire. Queste rivolte partite dal basso ed incanalate e sorrette da organizzazioni di opposizione ai rispettivi regimi non sappiamo se  porteranno vera democrazia, nata dal popolo e basata sulla loro cultura e le loro esigenze (e non quella esportata da noi), o se il tutto potrà scivolare nelle scellerate mani di integralisti religiosi che sprofonderanno quei popoli in un nuovo  medioevo culturale fatto di intolleranza e negazione dei più elementari diritti allontanandoli dalla conoscenza e dalla civiltà europea ed occidentale in genere. Sono in gioco le vite ed il futuro di milioni di persone così tanto vicine a noi  da produrre effetti anche sul nostro mondo e sul modo di interagire che noi abbiamo con loro . I primissimi effetti che già registriamo sono gli ultimi sbarchi sul nostro territorio di gente che ci costringerà a porci in maniera differente il problema della migrazione proveniente da queste terre martoriate.

Sullo sfondo di tutto questo, in casa nostra, c’è chi pensa bene di soffiare sul fuoco di questi avvenimenti per questioni di politica interna dando addosso ad un governo che con il Colonnello libico ha stretto accordi polito-commerciali e che oggi viene chiamato in causa come fosse responsabile o correo della crudele repressione messa in atto in Libia, in quanto governo amico di Gheddafi. 
Anche nazioni importanti quali Francia e Inghilterra tramite articoli di loro stimate testate giornalistiche si cimentano in questa corsa alla denigrazione nascondendo il vero motivo che le spinge ad interessarsi così tanto alle questioni interne del nostro paese e cioè l’interesse nella vendita di energia. La Francia con le sue centrali nucleari e l’Inghilterra con il petrolio della BP. Azienda per la quale, per inciso, proprio l’Inghilterra ha dovuto ingoiare dei bocconi amarissimi e proprio con la Libia di Gheddafi  consegnandogli liberi i due attentatori che fecero precipitare un aereo su Lockerbie provocando una strage, pur di piazzare qualche piattaforma petrolifera nel Golfo della Sirte. L’intento finale è di farci allontanare da quei paesi che ci garantiscono gas e petrolio in concorrenza con i fornitori tradizionali per tornare a farci dipendere dai loro umori e tenerci sotto la loro sfera di influenza.. L’Italia come si sa, negli ultimi anni ha cercato di affrancarsi  dalla dittatura di alcuni fornitori che facevano il bello ed il cattivo tempo, cercando e trovando modi alternativi per approviggionarsi di quell’energia di cui abbiamo bisogno per continuare il nostro cammino tra i paesi più industrializzati della terra. Per fare ciò ha dovuto essere pragmatica e sorvolare su alcuni aspetti non tanto ortodossi dei paesi con cui ha stretto accordi, pratica per altro altamente diffusa tra tutte le nazioni del mondo, che hanno il diritto di guardare più al sodo pur di proteggere i propri interessi, e non perdersi dietro a questioni prettamente di principio. Un caso per tutti è la Cina con cui tutto il mondo fa affari anche se se ne contesta la mancanza di diritti umani e civili.
Chi non si rende conto che certe scelte strategiche sono state fatte per motivi di interesse nazionale è in cattiva fede oppure non riesce a vedere oltre il proprio naso, in tal caso è un bene che non abbia il governo del paese.

martedì 8 febbraio 2011

Fumus persecutionis


So che quanto sto per scrivere sarà indigesto ai più, ma se ci riflettete un po’ forse anche voi riuscirete a vederlo.
 
Giusto per schiarirmi un po’ le idee e capire veramente di che tipo di reato si sia macchiato il Premier nella storia che lo vede coinvolto in atti sessuali con la marocchina Ruby, sono andato a dare un’occhiata agli articoli del Codice Penale che dovrebbero essere usati per incriminare Silvio Berlusconi.
Visto che alle elezioni ho votato per il Popolo delle Libertà, ho bisogno di capire a chi ho dato il mio voto.
L’accusa è di quelle gravi: induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. Vediamo il Codice cosa recita in tal senso.
 
         Art. 600-bis Prostituzione minorile(1)
Chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni diciotto ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da €15.493 a €154.937.
Salvo il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a € 5.164.(2)
Nel caso in cui il fatto al secondo comma sia commesso nei confronti di persona che non abbia compiuto gli anni sedici, si applica la pena della reclusione da due a cinque anni.(2)
Se l’autore del fatto di cui al secondo comma è persona minore di anni diciotto si applica la pena della reclusione o della multa, ridotta da un terzo a due terzi.(2)
(1)Art.inserito ex l. 3/8/1998 n.269;(2)Comma secondo così sostituito ex l. 6/2/2006 n.3


Beh, l’articolo è molto chiaro non c’è che dire, …resta però una domanda: chi accusa il Premier di aver indotto o sfruttato la prostituzione di Ruby?  Credo solo i magistrati.  
Ruby stessa sembra aver più volte dichiarato di non aver mai avuto rapporti sessuali con Berlusconi.
E se ci fossero stati rapporti consensuali che non si vogliono divulgare?
Dovremmo allora cambiare  articolo del Codice Penale e qui troveremmo le prime sorprese.
E si, perché  scopriremmo che per la legge italiana l’età minima per avere rapporti sessuali consensuali  o consenzienti è  di 14 anni.
In teoria se una quattordicenne dicesse che ha avuto rapporti sessuali consenzienti con il Premier non succederebbe assolutamente niente. Lo dice l’articolo qui sotto.


        Art. 609 quater Atti sessuali con minorenne
Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis (che riporto più sotto) chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore e’ affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza. Al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 609-bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, o il tutore che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, e’ punito con la reclusione da tre a sei anni. Non e’ punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di eta’ tra i soggetti non e’ superiore a tre anni. Nei casi di minore gravita’ le pena e’ diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci. Articolo aggiunto dall’art. 5, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

Sorprendente non trovate?

Berlusconi è indagato per presunto sfruttamento della prostituzione minorile avendo pagato, a detta di chi lo accusa, per avere rapporti con una diciassettenne molto prossima ai diciottanni e non ci sarebbe nulla da addebitargli se una quattordicenne decidesse di dargliela gratis.    Roba da matti !
Va inoltre ricordato che questi reati sono perseguibili su querela di parte (vedi art. 609-septis) – tranne i casi di violenza – e che non esiste nessuna denuncia,  almeno che io sappia, in tal senso.

Non so voi, ma io un minimo di fumus persecutionis in questi atti lo intravedo.

 
 
Art. 609 bis Violenza sessuale
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorita’, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorita’ fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravita’ la pena e’ diminuita in misura non eccedente i due terzi. Articolo aggiunto dell’art. 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66.


Art. 609-septies Querela di parte
I delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater sono punibili a querela della persona offesa. Salvo quanto previsto dall’articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi. La querela proposta e’ irrevocabile. Si procede tuttavia d’ufficio: 1) se il fatto di cui all’articolo 609-bis e’ commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni diciotto; 2) se il fatto e’ commesso dall’ascendente, dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore ovvero da altra persona cui il minore e’ affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia o che abbia con esso una relazione di convivenza; 3) se il fatto e’ commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell’esercizio delle proprie funzioni; 4) se il fatto e’ connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio; 5) se il fatto e’ commesso nell’ipotesi di cui all’articolo 609-quater, ultimo comma. Articolo aggiunto dall’art. 8, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

domenica 6 febbraio 2011

Crisi nel Mediterraneo, una storia già scritta.


 I recenti avvenimenti nei paesi sulla sponda sud del Mediterraneo non ci devono cogliere di sorpresa, in qualche modo era già tutto previsto.
Da anni, tramite organizzazioni non governative presenti ed impegnate nella cooperazione in molte di quelle realtà , già conoscevamo le tensioni e le minacce alla stabilità dell’area provocate ovunque – come dimostra l’effetto domino che si è innescato – da peggiorate condizioni di vita, dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari di base, dalla disoccupazione, dalla corruzione e da metodi di governo autoritari e repressivi.
Dalla Tunisia all’Egitto, dall’Algeria allo Yemen, le popolazioni stanno infatti protestando contro la povertà, ma anche contro l’assenza delle libertà fondamentali e contro sistemi politici corrotti e oppressivi.
A tutto ciò non sono estranei i  paesi dell’Europa, che hanno basato il mantenimento della stabilità dell’area sul sostegno a regimi autoritari per garantire la nostra sicurezza contro il terrorismo, il fondamentalismo e il crescente fenomeno dell’emigrazione, ma che hanno tuttavia così contribuito a creare le condizioni stesse per una instabilità  nella regione.
Per questo motivo dovremmo unirci alle voci degli egiziani, dei tunisini e di tutti coloro che in questi paesi si stanno battendo per la libertà e i diritti fondamentali e per un’immediata riforma democratica.
Io credo che contribuire a una stabilizzazione della regione mediterranea su basi democratiche più eque e sostenibili rappresenti per noi tutti la maggiore garanzia di pace e prosperità.
Quanto sta avvenendo nell’area è una nuova e chiara dimostrazione che la povertà, le ineguaglianze e i disagi sociali nel mondo riguardano tutti e hanno conseguenze pratiche anche per noi italiani. L’accentuarsi e il diffondersi delle tensioni di questi giorni – oltre ad avere un impatto devastante sulla povertà dei paesi direttamente interessati – avrà gravi effetti anche sulla nostra già fragile economia.
Pertanto bisognerebbe chiedere al governo italiano e alle istituzioni europee di unirsi nella solidarietà a questi popoli, anche tramite un potenziato ruolo della cooperazione internazionale come strumento di prevenzione delle tensioni, strumento su cui oggi il nostro paese credo stia disinvestendo.
Sostenere in ogni modo e quanto prima il processo di transizione democratica in atto, nel rispetto delle diverse istanze politiche, sociali e religiose presenti nell’area sarà garanzia di  stabilità e convivenza civile.

mercoledì 2 febbraio 2011

2 Febbraio 1925, ha inizio la leggenda di Balto.


Il 19 Gennaio del 1925 a Nome, in Alaska, esplose una violenta epidemia di difterite che nel volgere di breve tempo iniziò a causare vittime. La cittadina non disponeva dell’antitossina necessaria per curare tutti i malati e le proibitive condizioni del tempo non permettevano agli aerei di alzarsi in volo per portare il medicinale. Da qui ha inizio la leggenda di Balto, un Siberian Husky che entrò a Nome il 2 Febbraio 1925 portando con se l’antitossina, quale ultimo cane di una staffetta che aveva viaggiato per 674 miglia trainando la slitta con il medicinale in poco più di 5 giorni a una temperatura di 40°  sotto lo zero e tempeste di vento. Balto, che non era considerato un gran cane da slitta venne accolto con tutti gli onori avendo percorso le ultime 53 miglia che lo separavano dalla cittadina in condizioni proibitive. L’arrivo di Balto con l’antitossina servì a fermare l’epidemia ed a salvare parecchi bambini, purtroppo per altri di loro non ci fu nulla da fare. In suo onore nel Central Park di New York nel 1927 venne posta una statua a futura memoria.
Balto e Gunnar Kasson, il conduttore della slitta, girarono tutti gli Stati Uniti osannati dalla popolazione che li inneggiò come dei veri e propri eroi.
Ma, ad onor del vero, la parte più grande del tragitto fu coperta da Leonhard Seppala, proprietario anche di Balto, che con il suo fido Togo, considerato il cane più veloce della zona, coprirono la tratta più lunga, ben 91 miglia, in condizioni tutt’altro che favorevoli e Seppala fece di tutto affinché la sua opera e quella di Togo fosse pubblicamente riconosciuta.
Tutta questa notorietà non servì comunque a Balto ed al suo compagno Togo che, comprati da uno sfruttatore senza scrupoli che li faceva esibire per lucro, si ammalarono. Per fortuna vennero notati da un certo Kimble che volle comprarli per dargli una giusta sistemazione, ma non avendo i soldi richiesti organizzò una colletta tra le scuole d’America,e furono proprio i bambini con le loro offerte a salvare i due cani da morte sicura. Trasferiti nello zoo di Cleveland furono curati e coccolati sino alla loro morte. Balto , cieco, sordo e artritico si trascinò sino all’età di 14 anni  morendo nel Marzo del 1933, Togo morì a 16 anni