mercoledì 26 ottobre 2011

Sono a lutto per il mio Paese.

Vorrei poter listare a lutto il sito per questo pensiero che andrò adesso in esso a depositare ma non so come fare, il sottofondo nero spero dia il senso del mio umore e di quello che sto provando.

Le notizie sconvolgenti che arrivano dalla Liguria e dalla Toscana per il mal tempo mi riempiono il cuore di malinconia, un senso di frustrazione mi pervade il corpo e l'impotenza mi lascia umanamente amareggiato. So che non posso farci niente, non ho le forze per lasciar casa ed andare a dare una mano e questo mi addolora e mi mortifica molto più delle risatine della Merkel e Sarkozy.
Vedere quelle immagini e cercare di capire nel profondo quello che stanno vivendo quelle popolazioni, sforzarsi di sentire sulla propria pelle il dolore, lo sconforto e la rabbia di quei nostri compaesani è un esperimento quanto mai doloroso e comunque indispensabile per avere almeno il senso delle cose terribili che stanno succedendo e che nessun telegiornale potrà mai trasmettere anche con tutta la durezza delle immagini. 
Solo immedesimandosi in quella grande tragedia potremo sentire, in misura seppur minima, il dolore che stanno sopportando quelle genti e renderci conto che la realtà, purtroppo, sarà senz'altro mille volte peggio della più fervida immaginazione.
Questo mi è capitato di fare oggi alla vista del tiggi, immergermi con l'immaginazione nei pensieri che percorrono le menti degli alluvionati per capire cosa stesse veramente succedendo nei loro cuori, e subito una fitta tremenda è arrivata al mio, un dolore mai provato prima, un dolore tanto profondo da toccarmi l'anima. Mi sono sentito inutile, svuotato, eppure per un attimo vicino e partecipe del dolore che in quei luoghi si stà patendo. Ho percepito davvero un profondo senso di lutto per il mio Paese.

domenica 16 ottobre 2011

Il peggio della gioventù

Le violenze  ahimè si ripetono precise e puntuali come sempre.
Ogni volta che una manifestazione pacifica, popolare e di massa tenta di far arrivare la propria voce alle orecchie e ai cuori dei nostri governanti ecco che entrano in azione loro, i black bloc, bande di facinorosi dediti al saccheggio ed alla guerriglia urbana, che approfittando della confusione danno sfogo ai loro istinti peggiori distruggendo i simboli del capitalismo assaltando banche e negozi, dando fuoco ad auto di lusso e prendendo di mira tutto ciò che è riconducibile al potere dello Stato, distogliendo in effetti l'attenzione dai problemi oggetto della contestazione popolare creandone altri, molto seri di ordine pubblico.   Questa contestazione estrema che sfoga in guerriglia con azioni potenzialmente mortali, ha il solo scopo di sfidare le forze dell'ordine che rappresentano lo Stato ed esaltare il proprio IO facendoli godere di una soddisfazione che difficilmente riuscirebbero a provare nella loro vita normale. Questo stato di cose si ripete da sempre in concomitanza con grandi eventi che raccolgono centinaia di migliaia di partecipanti pressocchè non organizzati ma riuniti insieme da un unico moto di protesta , il tutto perchè nella massa è più facile nascondersi, mescolarsi e non dare nell'occhio.
Nella massa è anche più facile trovare copertura e complicità sfruttando un certo senso di appartenenza alla stessa causa.
Dalla massa si può trarre  in fine quell'esaltazione necessaria per sfidare ciò che normalmente si teme.

In tutto questo tra chi ci va di mezzo e lascia suol campo le perdite maggiori trovo in primis la democrazia, offesa e oltraggiata dagli scontri che ne conseguono, seguita dai manifestanti deufraudati del loro legittimo diritto ad una pacifica protesta,  la Forza Pubblica, obbligata a combattere battaglie che non vorrebbero mai fare ma tirate dentro per il loro ruolo istituzionale, la città e i cittadini in cui le manifestazioni si svolgono, la prima devastata ed incendiata, i secondi minacciati,  impauriti e succubi delle folli violenze perpetrate.

Se ci fosse scappato il morto una parte sicuramente ne avrebbe fatto un martire a cui dedicare semmai il prossimo assalto, il prossimo blindato bruciato, e l'altra lo avrebbe bollato come un incallito delinquente, si sarebbe ripetuto il meccanismo che ha portato a fare della morte dello sfortunato Carlo Giuliani un simbolo positivo per alcuni, mentre 'il peggio della gioventù' per altri.

mercoledì 24 agosto 2011

Città del Vaticano, una democratica monarchia assoluta.

Mi sono soffermato un attimo a riflettere sullo Stato/Città del Vaticano, sulla sua forma costituzionale e sono arrivato a convincermi che....

Spesso, se vogliamo anche troppo spesso,  si sente indicare in via dispregiativa il Vaticano come una monarchia assoluta retta da un re (il Papa) che spadroneggia facendo il proprio comodo a suo piacimento imponendo i suoi dettami su tutta la popolazione cattolica del pianeta. La cosa ai più suona strana perchè i più guardano al Vaticano con occhi diversi rispetto a questi signori che giudicano la conduzione di uno stato sovrano straniero, criticandolo.
 
Taluni guardano al Vaticano con occhi pieni di fede, altri con diffidenza, altri ancora con disinteresse ma sempre e comunque vedono la parte esteriore, quella religiosa che traspare da questo Stato/Istituzione/Religione senza guardare la sua struttura interna che in effetti è una specie di monarchia feudale dove tutto risale piano piano di gerarchia in gerarchia sino al capo supremo che è il Santo Padre. Il Vaticano in effetti è una monarchia assoluta.

Il fatto è che chi riesce a vedere questo, lo vede in termini dispregiativi, nel senso che accusa il Vaticano di essere una teocrazia retta da un capo assoluto e per questo privo di democrazia. Come può, si chiedono, uno Stato totalitarista dare consigli di libertà e democrazia ad altri stati o a popolazioni intere? Come può una religione che impone i propri dettami parlare di democrazia se al suo interno democrazia non c'è?

Beh, a parer mio la risposta è abbastanza semplice, il Vaticano può dare lezioni di democrazia perchè ha in se un paradosso, è vero che è una monarchia assoluta ma è anche vero che è uno stato democratico visto che la successione al potere non avviene per discendenza ma è demandata ad una scelta democratica per votazione tra un numero di persone che ha raggiunto i requisiti per diventare Papa. Come se i colonnelli di un esercito si scegliessero il proprio Generale Comandante per votazione.
Se vogliamo possiamo dire che i sudditi del Vaticano, o meglio la classe clericale dirigente (in questo caso i Vescovi) con diritto di voto,  scelgono da chi farsi comandare,  scelgono da chi farsi imporre il suo volere.
Come al solito, ed in questo caso più del solito visto che le due cose coincidono, bisogna separare lo Stato Vaticano dalla Chiesa che sono e restano due conduzioni separate.

Alla fine credo si possa dire che il Vaticano è una Democratica Monarchia Assoluta.

mercoledì 17 agosto 2011

Search and rescue (SAR) ...i nostri angeli custodi.

Oltre ai barconi che ormai continuano ad arrivare copiosi sulle nostre coste stracolmi di profughi bisognosi di aiuto, sono di questi giorni alcune notizie di uomini morti in mare per incidenti tra natanti, rimanendo affogati o dilaniati dalle eliche dei motori. Gente che dopo un anno di duro lavoro era intenta a godersi qualche giorno di vacanza funestato però da terribili incidenti che hanno messo fine alla loro vita. Purtroppo anche in questi casi l'inesperienza, il menefreghismo, la troppa sicurezza, la stanchezza ed anche l'alcool e le droghe hanno fatto da input a queste catastrofi che il più delle volte sono perfettamente evitabili semplicemente con  il buon senso e l'attenzione. In quetsi casi gli uomini del S.A.R. (Ricerca e soccorso) della Capitaneria di Porto e del 15° Stormo della'Aereonautica Militare coadiuvati da varie organizzazioni di volontari. oltre alle consuete forze di sicurezza come Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco intervengono per portare soccorso agli sfortunati di turno.
A questi uomini deve andare il nostro plauso ed il nostro riconoscimento perchè essi mettono la loro vita al servizio della nostra tirandoci fuori dai guai e portandoci soccorso anche in condizioni estreme diventando così i nostri angeli custodi.
Questo piccolo post vuole essere un ringraziamento a tutti coloro che operano per la nostra sicurezza e che in tanti casi sono morti per noi. GRAZIE.








domenica 14 agosto 2011

WARNING: CONTAMINATED AREA




Queste le foto di alcuni mezzi che furono usati per ripulire l'area di Chernobyl dopo il disastro nucleare e che giacciono a circa 25 Km di distanza dalla centrale in una zona contaminata.
Nessuno sa cosa farne e decontaminarli costerebbe troppo per cui rimangono abbandonati a se stessi testimoni silenziosi di quello che fu il disastro nucleare più grande che la storia ricordi.

domenica 19 giugno 2011

Fantapolitica da spiaggia contro la secessione.

Beh, tutto è iniziato stamattina, al mare.
Me ne stavo tranquillo tutto solo a rimuginare su quella stravagante richiesta di Bossi ed ho pensato che SI il piano a lunghissimo termine della Lega va avanti, la richiesta dello spostamento di 4 ministeri al nord ne è la prova secondo me.
Che piaccia o no, io credo che la Lega vuole la divisione del Paese ed è disposta  ad aspettare anni lavorando dall'interno delle istituzioni affinchè ciò avvenga.
Il federalismo è soltanto un primo passo verso la piena autonomia del nord se si dovessero verificare le condizioni giuste per attuare tale progetto senza arrivare ad una guerra civile.

Questo è il pregiudizio che ho nei confronti della Lega, io credo che loro veramente vogliono, condizioni permettendo, la divisione del Paese, ed è da qui  che  parte il mio ragionamento.

Io penso che in cuor loro, o meglio, nel cervello di Bossi e dei suoi più stretti collaboratori,questa cosa della Padania sia il faro che indica la rotta a tutti i loro comportamenti politici. Cosa caspita c'entra se no lo spostamento di 4 ministeri al nord in un periodo di crisi dove si deve pensare solo a risparmiare e non a creare altri carrozzoni pagati con le tasse dei cittadini se non a preparare la strada ad una eventuale follia del genere.

L'unica risposta sensata che sono riuscito a darmi è che Bossi, che tiene per le palle il Cavaliere, sta cercando di trarre vantaggio da questa situazione per il suo piano diabolico,  insomma si sta portando avanti con il lavoro in modo che un giorno il trapasso sia il meno traumatico possibile.

Se le cose stanno così, e nessuno può giurare che così non siano, il Cavaliere dispone oggi di una formidabile arma per cercare di risalire la china: fermare Bossi ed il suo piano blasfemo. Potrebbe passare la mano a qualcuno dei suoi, scaricare Bossi ed accordarsi con l'opposizione, che dovrebbe starci se non altro per le spinte che ogni giorno il Presidente Napolitano dà ai due schieramente affinchè trovino una posizione comune sulle riforme , per formare un governo che faccia queste benedette riforme, sistemi la situazione e prepari il Paese al voto politico in cui potrà ancora presentarsi rinvigorito per esser stato il baluardo dell' unità della nazione proprio nel suo 150esimo compleanno.  Meglio di così!!!

Certo questa è fanta politica partorita dalla mente di uno che ha tempo da perdere, e non è che poi rivedere candidato Berlusconi mi alletti proprio tanto, preferirei vederlo intento a scagionarsi dalle mille accuse a suo carico, ma è pur sempre uno scenario politico possibile, che potrebbe presentarsi e se ben realizzato darebbe ancora fiato a questo vecchio signore che negli ultimi due decenni ha segnato, non sempre positivamente, la vita politica di questo Paese. Con buona pace di chi lo da per morto.

lunedì 13 giugno 2011

Onore a Di Pietro.

La tornata referendaria è appena andata, ...circa il 57% degli aventi diritto è andato a votare, ...di questi il 95% ha votato SI, ...i 4 quesiti che chiedevano l'abrogazione di alcune leggi o parti di esse sono passati,  ...erano 16 anni che un referendum non raggiungeva il quorum in Italia e già tutti sono pronti col cappello in mano per metterlo sulla vittoria ascrivendola così alla loro parte.

La Bindi in tivvù si è spinta sino ad ipotizzare le dimissioni del governo e quindi elezioni anticipate, per arrivare ad un governo Bersani, che da buon padre di famiglia, tenga conto degli sforzi compiuti da tutti e trovi la quadra ad una coalizione che ancora non esiste e non è detto che si metta in piedi per poter governare il Paese.

L'unico che si è astenuto dal voler asrcivere meriti al suo operato è stato colui che forse di meriti ne ha davvero, tale Antonio Di Pietro, magistrato/contadino, laureato/ignorante che ha dato il la, quasi in solitario, alla giostra referendaria oggi vittoriosa a cui tutti vogliono apporre la propria firma. Egli ha dato il giusto valore alla gente che ha votato, veri vincitori del match, ed il giusto peso alla votazione.

Non un referendum contro il Cavaliere, non un referendum pro Di Pietro ma solamente una libera e democratica espressione della sovranità popolare di cui tutti, governo in primis, dovranno tenere conto.

Il più estremista, il più esagitato, il più acerrimo nemico del governo, ha saputo dare prova di una moderazione e di una genuina democraticità sino ad ora insospettata.

Onore a Di Pietro, ...quanno ce vò, ce vò!!!