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martedì 6 marzo 2012

La favoletta del "popolo sovrano".

Ciao ragazzi,
questa mattina mi sono svegliato con un pensiero che subito ha invaso la mia mente, l'imput l'ha dato una frase che, non ricordo come, si è intrufolata nei miei pensieri mattutini martellandomi il cervello e facendomi riflettere.

In democrazia il popolo è sovrano.

Chissà quante volte ci siamo ripetuti questa bella frase senza mai renderci conto fino in fondo del suo vero significato e della sua autentica valenza.
E' proprio vero che sia così, che il popolo in democrazia sia sovrano?
E noi, siamo davvero sovrani nel nostro amato Paese?

Cosa vorrebbe significare poi questa frase o anche semplicemente queste due parole scritte di seguito, popolo sovrano.
Dovrebbe evocare, nelle anime più poetiche, una popolazione forte e fiera che abbia la volontà di vivere in un determinato modo e con certe regole e che quindi crea uno stato in cui questa volontà venga tradotta in leggi e fatta rispettare.

Quetsa in teoria dovrebbe essere la pura essenza della democrazia e della sovranità popolare. Un popolo che sceglie la sua via in piena autonomia. La realtà, purtroppo, è ben lungi dall'essere questa, almeno in questa nostra Italia asservita non più al popolo ma alla politica e ai suoi politicanti.

Oggi è lo Stato ad essere sovrano, lo stato come entità staccata dalla popolazione, lo stato come entità gestita dai politici, ergo, oggi sono i politici ad essere sovrani. Politici che hanno usurpato la sovranità al popolo tramite lo strumento delle elezioni. Quelle elezioni che di fatto dovrebbero rappresentare la massima espressione della volontà popolare e che invece altro non sono che una foglia di fico, atta a coprire la vergogna dell'esproprio dei poteri ai danni del popolo stesso.

Esproprio perpetrato da parte di una classe dirigente che, tramite clientele, raccomandazioni e chissà, anche minacce e fatti delittuosi, si è impossessata del potere facendoci credere di essere li per nostra volontà. Una classe dirigente che, una volta eletta, non risponderà più ai loro elettori, ma andrà impunemente ad occupare uno scranno tentando di fare sinchè possibile i propri personali interessi facendo credere di lavorare per il popolo.

Certo nel dettaglio qualcuno si salverà, qualcuno sarà meno viscido di altri, ma nel  complesso tutti perseguono il loro basso interesse.
Prova ne sono le votazioni in cui, lorsignori, si aumentono gli stipendi, non toccano i loro privilegi, non riformano per davvero la struttura fondamentale dello stato. Per loro sarebbe come ammazzare la vacca da cui mungono il latte che li sorregge.

Ebbene NO, il popolo non è sovrano, neanche in democrazia, non in Italia almeno, dove più che mai vige la regola del «dividi et impera», più la popolazione è divisa, più i politici avranno buon gioco a perpetrare il loro sporco gioco atto al mantenimento del potere personale occupando lo stato e le sue istituzioni.


Quella del popolo sovrano, a ben vedere, è proprio una fovoletta.

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