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lunedì 13 giugno 2011

Onore a Di Pietro.

La tornata referendaria è appena andata, ...circa il 57% degli aventi diritto è andato a votare, ...di questi il 95% ha votato SI, ...i 4 quesiti che chiedevano l'abrogazione di alcune leggi o parti di esse sono passati,  ...erano 16 anni che un referendum non raggiungeva il quorum in Italia e già tutti sono pronti col cappello in mano per metterlo sulla vittoria ascrivendola così alla loro parte.

La Bindi in tivvù si è spinta sino ad ipotizzare le dimissioni del governo e quindi elezioni anticipate, per arrivare ad un governo Bersani, che da buon padre di famiglia, tenga conto degli sforzi compiuti da tutti e trovi la quadra ad una coalizione che ancora non esiste e non è detto che si metta in piedi per poter governare il Paese.

L'unico che si è astenuto dal voler asrcivere meriti al suo operato è stato colui che forse di meriti ne ha davvero, tale Antonio Di Pietro, magistrato/contadino, laureato/ignorante che ha dato il la, quasi in solitario, alla giostra referendaria oggi vittoriosa a cui tutti vogliono apporre la propria firma. Egli ha dato il giusto valore alla gente che ha votato, veri vincitori del match, ed il giusto peso alla votazione.

Non un referendum contro il Cavaliere, non un referendum pro Di Pietro ma solamente una libera e democratica espressione della sovranità popolare di cui tutti, governo in primis, dovranno tenere conto.

Il più estremista, il più esagitato, il più acerrimo nemico del governo, ha saputo dare prova di una moderazione e di una genuina democraticità sino ad ora insospettata.

Onore a Di Pietro, ...quanno ce vò, ce vò!!!

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